Circa un mese fa i ragazzi di Rogue Amoeba hanno annunciato che la loro applicazione, Airfoil Speakers, era stata rimossa da App Store a causa di una caratteristica che avrebbe violato la politica di Apple.



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L’applicazione, che permette di utilizzare AirPlay per trasformare i nostri dispositivi in ricevitori musicali come fossero casse portatili, è stata inizialmente rimossa senza addurre alcuna spiegazione.

Si era inizialmente speculato sul fatto che Apple avesse intenzione di implementare una funzionalità, simile a quella utilizzata dall’app, per il prossimo iOS 6.

Secondo l’azienda, in realtà, il problema principale causato da Airfoil, tale da giustificarne una pronta rimozione, riguarda la possibilità di condividere in streaming materiale coperto da copyright.

Dopo quasi un mese di assenza Airfoil torna su App Store dopo che la feature “incriminata”, “Enhanced Audio Receiving“, è stata eliminata.

Ecco come spiega la faccenda Paul Kafasis in un comunicato:

Ora sappiamo che la questione tra Apple ed Airfoil Speakers è scaturita da una recente funzionalità aggiunta all’app che permette di ricevere l’audio direttamente dai dispositivi iOS e da iTunes.

Questi dettagli non sono stati comunicati nelle nostre conversazioni iniziali, prima della rimozione di Airfoil Speakers Touch dallo store, ed Apple si scusa per il fatto che l’intera procedura è stata “mal gestita”

Risulta chiarito che, nonostante le dichiarazioni precedenti, Airfoil Speakers Touch non utilizza API private (non consentite da Apple).

L’add on “Enhanced Audio Receiving” è stata realizzata interamente da zero in conformità con le linee guida pubblicate da Apple.

Indipendentemente da ciò, Apple sta usando l’autorità che possiede, prevista dalle linee guida e dal Program License Agreement, per rimuovere le applicazioni che non sono di suo gradimento.

Kafasis continua a ritenere che Apple non abbia apprezzato la nuova feature presente in Airfoil Speakers in quanto permetteva agli utenti lo streaming audio direttamente da iTunes ed iOS, rendendo non necessario procurarsi costoti hardware AirPlay con licenza Apple.

In entrambi i casi resta il fatto che l’azienda californiana abbia gestito la faccenda in maniera poco trasparente e precisa e che in futuro debba tutelare gli sviluppatori e gli utenti attraverso decisioni più ponderate e soprattutto ben giustificate.

Indipendentemente da questo AirFoil Speakers Touch è tornato tra noi!


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