Una laurea in giurisprudenza apre numerosi sbocchi nel mondo lavorativo, ma spesso – una volta ultimato il faticoso percorso di studi – ci si trova indecisi sul da farsi e su quale professione intraprendere. Davanti ad un laureato in giurisprudenza non ci sono solamente le strade da magistrato, notaio o avvocato, ma pure altri sbocchi in base al tipo di laurea (triennale oppure specialistica). Non bisogna dimenticare, naturalmente, anche i master con i quali si possono spalancare ulteriori porte nel mondo del lavoro.

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Nella scelta di un master in giurisprudenza è possibile valutare anche l’offerta di un’università telematica come Unicusano con specializzazione in criminologia investigativa o diritto doganale. Detto questo, gli sbocchi lavorativi con una laurea in giurisprudenza abbondano: chi ha conseguito la triennale, può essere assunto come funzionario nell’amministrazione pubblica, e nel settore privato può lavorare all’interno di assicurazioni, banche, aziende e società di consulenza.

Con la specialistica, invece, sono alla portata le professioni di notaio, magistrato, avvocato, posti da dirigente sia nel pubblico che nel privato, l’insegnamento in scuole superiori e la carriera diplomatica. Per poter accedere al concorso di magistratura, viene richiesto il diploma della “Scuola di specializzazione per le professioni legali”, mentre non è necessario per accedere all’esame di Stato che comprende le professioni di notaio e avvocato. Per queste due, infatti, sono sufficienti la laurea specialistica e un periodo di due anni di pratica professionale. Con il diploma alla scuola di specializzazione, però, il periodo di pratica sarà ridotto ad un solo anno.

Chi si laurea in giurisprudenza può inoltre lavorare in parecchi ambiti del settore privato; in campo assicurativo e bancario sono spesso ricercate figure con questo titolo di studio, così come vanno alla ricerca di questi profili anche le società che si occupano di consulenza. Grazie alle abilità organizzative e gestionali e alla flessibilità a livello mentale fornite da un percorso di studi in giurisprudenza, si possono svolgere numerose attività anche al di fuori della sfera meramente giuridica. Un dottore in giurisprudenza, infatti, può trovare occupazione nel settore marketing, nelle aree commerciali e nella gestione del personale.

L’accesso alle aziende risulta più semplice in confronto a quello che riguarda gli enti pubblici, poiché le imprese non sono soggette al vincolo che impone la procedura concorsuale. Per tale ragione è opportuno tenersi sempre informati e aggiornati circa le offerte di lavoro che provengono dalle aziende private, consultando regolarmente i siti web che si occupano di proposte di lavoro ed i giornali specializzati. Inoltre, per conoscere le proposte lavorative delle aziende di una precisa area geografica, è possibile rivolgersi agli “Informagiovani”, ai centri di orientamento e alle associazioni di imprese.

A disposizione dei laureati in giurisprudenza che cercano un impiego, poi, ci sono anche gli sportelli comunali e le agenzie di lavoro interinali. Questa tipologia di enti spesso dispongono di banche dati all’interno delle quali i laureati possono inserire in maniera totalmente gratuita i propri curriculum, così da segnalare alle aziende la loro disponibilità ad essere assunti oppure a partecipare a degli stage. La formazione post laurea può essere utile per puntare ad un settore specifico attraverso il master adatto.


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