Irritabilità, rabbia, aggressività. Scarsa capacità di concentrazione. Spossatezza. Ma anche facilità al pianto, disturbi alimentari, problemi di insonnia. E ancora: mal di testa, tachicardia, pressione alta.



Sono solo alcuni dei campanelli d’allarme che devono metterci in guardia: forse lo stress da lavoro ha raggiunto un livello eccessivo ed è arrivato il momento di correre ai ripari. Prima che la situazione peggiori, trasformandosi in una vera e propria patologia.
I fattori di stress in questo ambito sono in particolare: i carichi e ritmi di lavoro, gli orari e turni, i percorsi di carriera, ma anche i conflitti con i colleghi.

A soffrire di Stress da Lavoro Correlato (SLC) in Italia sono circa 4 milioni di persone (fonte Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), un fenomeno di grande entità e, probabilmente in espansione.

Secondo la ricerca, il 75 per cento delle donne intervistate sono stressate e non riescono a condividere questo problema con il capo o con l’ufficio delle risorse umane. I sintomi si manifestano con diversi disturbi: alterazione dell’umore (segnalata dal 56 per cento), emicrania, insonnia, svogliatezza, senso di angoscia.

La causa principale di questa situazione è il carico di lavoro, ritenuto eccessivo dal 30 per cento delle donne, a seguire: la monotonia delle mansioni e la mancanza di motivazione nello svolgerle. Non sono da sottovalutare nemmeno le motivazioni attestatesi su percentuali minori, che rivelano un preoccupante stato di salute sul lavoro: anche la mancanza di comunicazione col capo e coi colleghi è ritenuta fonte di stress, oltre alla retribuzione inadeguata e l’ annosa difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata.

 

vista | ecplanet


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