Parlando in occasione di una conferenza presso la Allen & Co., l’ex-CEO di Google, Eric Schmidt, ha risposto alle domande dei giornalisti tentando di spiegare quali siano gli intenti del gruppo con il nuovo Google+.

Schmidt in particolare ha plaudito l’esordio del social network (ed alla relativa pioggia di richieste di accesso piovuta in poche ore sul gruppo), spiegando che vede un futuro nel quale saranno molti – e non uno soltanto – i network in grado di contendersi il settore. Se non è una previsione, è quantomeno un auspicio. Ma Google non vede il proprio Google+ come un fine, quanto più che altro come un mezzo per giungere ad una ridefinizione dell’intera gamma dei propri servizi.
Google+, insomma, ha il compito di mettere nelle mani degli utenti uno strumento per strutturare la propria cerchia sociale. Sulla base di tale struttura verranno in seguito definite le ricerche e le condivisioni, intaccando così a fondo servizi come Google Search o YouTube, fino a Gmail ed altri ancora per renderli quanto più “social” possibile.

Schmidt ha inoltre colto l’occasione per confermare la piena disponibilità del gruppo a collaborare con la Commissione Europea e con la FTC per sbrogliare una matassa antitrust che rischia altrimenti di farsi scomoda. «Non c’è alcun dramma, siamo calmi su questo fronte», e nel frattempo i legali del gruppo stanno preparando la difesa al cospetto delle accuse provenienti da Europa e Stati Uniti.


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