Numeri da capogiro per google+… Il nuovo social network lanciato dalla BigG è ancora legato a un sistema “a inviti”, ma sta già riscuotendo un grande successo: dieci milioni di adesioni e più di un miliardo di condivisioni al giorno. Inoltre é già disponibile un’applicazione nativa per Android e presto arriverà anche su iPhone.

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È ancora un social network chiuso, ma i numeri parlano già di un potenziale successo. Google+ è appena arrivato sulla scena e funziona ancora con il sistema a inviti: eppure i primi numeri dell’ultima creatura della Grande G lasciano pensare che in futuro possa rubare pubblico a Facebook.
Oltre dieci milioni di persone iscritte e più di un miliardo di condivisioni al giorno: a fornire i dati è stato il CEO di Google, Larry Page, entusiasta che il tasto “+1” non solo stia comparendo sempre su più siti web, ma soprattutto che alla gente piaccia cliccarci su.

Una volta entrati nel mondo di Google+ la prima cosa da fare è stabilire cosa condividere con chi, vale a dire decidere da chi sono composte le proprie “cerchie”, lo strumento pensato da Google per separare in gruppi i propri contatti. Di base ci sono “cerchie” preimpostate (famiglia, amici, conoscenti, lavoro etc.) ma se ne possono aggiungere a piacimento in base alle proprie esigenze. Togliere o aggiungere qualcuno in una cerchia è semplice come trascinare un’icona dentro o fuori da una cartella con il mouse. La differenza principale con Facebook sta principalmente qui: la suddivisione dei contatti su Google+ è in primo piano, mentre su Facebook è una funzione poco utilizzata dall’utente medio. Si può quindi decidere di condividere (attraverso la pagina dello “stream”, paragonabile al flusso “notizie” di Facebook) pensieri, articoli, video e foto solo con determinati gruppi di persone. Le foto delle nostre vacanze possono essere divertenti per gli amici, ma poco edificanti per il nostro datore di lavoro, infatti.

Con Google+, ogni contatto aggiunto a una nostra cerchia riceve una notifica e può aggiungerci a sua volta alle sue cerchie, ma non vedrà mai i nomi dei “circles” in cui è stato inserito da noi. Altra differenza fondamentale con Facebook è il meccanismo degli “sparks”: Google si occupa principalmente di ricerca internet e grazie alla sua ultima creatura fa in modo che quest’ultima assuma una dimensione ancora più social. Ogni volta che clicchiamo sul tasto “+1” di fianco a un articolo o una news, modifichiamo la rilevanza con cui post e notifiche compariranno sul nostro “stream”.
Un approccio, quest’ultimo, che secondo gli esperti di comunicazione potrebbe cambiare il modo di fare giornalismo: combinando gli elementi personalizzabili del proprio profilo agli spark la componente collaborativa assume un’importanza strategica. Una notizia, comparsa nello stream in base ai nostri spark, viene condivisa con il proprio gruppo di lavoro (magari con l’integrazione futura di Google Docs) e sviluppata totalmente grazie a un processo di collaborazione sul web.

Per il lavoro, ma anche per lo svago: si condividono le foto (con tanto di editor di immagini) e si videochatta con gli amici. La video chat di Google+ è incentrata su dei “luoghi di ritrovo”: gli utenti che decidono di avviare una conversazione ne aprono uno. Anche in questo caso il concetto di cerchia è fondamentale: si decide quale gruppo possa vedere che abbiamo aperto un canale video ed eventualmente se ne invita qualche componente. La videochat di Google+ integra anche YouTube, così da condividere la visione di filmati con il proprio interlocutore.

Lo sviluppo di Google+ è, ovviamente, legato anche alla capacità di diffondersi sui dispositivi mobili: per il momento l’applicazione nativa è disponibile solo per OS Android 2.1 e superiori, gli altri sistemi (leggi iOS), devono accontentarsi di far girare sul proprio telefono un’applicazione web.

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