Introduzione:

Il Samsung Serie 9 è il nuovo notebook ultrasottile di Samsung che fa concorrenza al MacBook Air per stile, leggerezza e spessore. Un ultraportatile fabbricato con materiali lussuosi e rifinito in modo attento e puntiglioso, indirizzato a chi lavora quasi sempre fuori ufficio. Il modello é dotato di display da 13,3 pollici ma l’azienda coreana realizzerà anche una versione da 11,6 pollici, che sarà commercializzata solo in un secondo momento.



Il Serie 9 è un prodotto di fascia alta che non ha nessuna intenzione di essere accessibile a chi ha un budget limitato. Il prodotto é quotato sui 1.699 euro e, quando sarà disponibile, l’11,6 pollici avrà una quotazione di 1.299 euro.

Chi sceglie questo prodotto deve essere cosciente di dover accettare più di un compromesso, sia dal punto di vista della connettività, sia per la mancanza dell’unità ottica e per altri piccoli particolari meno palesi (esattamente come il MacBook Air). Il Serie 9, del resto, è lo specchio della trasportabilità senza compromessi, obiettivo che riesce in pieno.

Il processore a basso voltaggio non spinge le prestazioni a livello di record, ma l’unità di archiviazione SSD recupera sulla velocità di caricamento di programmi e di file. L’aspetto più importante di questo prodotto è tuttavia l’autonomia, che è di ottimo livello, ma non da record.

Oltre al prodotto, Samsung ha prestato molta attenzione anche ai particolari: l’alimentatore è come quello dei telefoni cellulari, con la presa a muro collegata direttamente al blocco di alimentazione, e con un cavo sottile con un piccolo connettore. Il peso di questo componente è di 142 grammi, e le dimensioni sono di 8,4x9x3,7 centimetri, inclusa la presa a muro.

Qualità generale, design e materiali

La qualità costruttiva del Serie 9 è fuori discussione. Il rivestimento di tutta la base è realizzato in DuraAlluminio, un materiale impiegato anche in aeronautica e in automobilismo, che ha lo stesso peso dell’alluminio ma è due volte più resistente. Il DuraAlluminio è stato usato anche per il piano d’appoggio della tastiera, che risulta quindi stabile durante la digitazione e retroilluminata. Coperchio, poggiapolsi e fondo della base sono molto solidi e dimostrano di proteggere a dovere i componenti interni.

La verniciatura esterna è resistente ai graffi, e ha l’unica pecca di trattenere le impronte digitali (che si notano solo in controluce) nonostante il rivestimento sia opaco, ma uniforme.

La tastiera è composta di tasti a isola grandi (16 millimetri di larghezza) e ben distanziati (4 millimetri fra l’uno e l’altro), che consentono una digitazione spedita e confortevole anche a chi ha le dita grosse. La tastiera inoltre è retroilluminata e l’intensità della luce può essere controllata manualmente mediante la combinazione di tasti Fn+F7/F8. Per default, tuttavia, sia questo parametro sia la luminosità del display sono regolati da un sensore di luce ambientale, che automatizza il processo e consente di risparmiare corrente eliminando gli sprechi.

Il touchpad dispone di un’area di selezione enorme (98 x 67 millimetri) del tutto simile a quella dei MacBook, con il pad che funziona anche da tasto di selezione premendo gli angoli in basso, e ha funzioni multitouch – supporta 21 movimenti differenti, per attivare altrettante funzioni.

La linea super sottile ha impedito di integrare l’unità ottica, ma anche di implementare una connettività soddisfacente. Gli unici 6 connettori presenti sono protetti da due sportelli disposti sui lati corti, verso il fondo: nella maggior parte dei casi dovrete sollevare la base da una estremità per aprire lo sportello e trovare le porte.

A parte questa difficoltà, l’ulteriore ostacolo è dato dai connettori: a destra ci sono un connettore USB, la presa jack unificata per cuffia e microfono e il vano per le schede MicroSD. Dietro allo sportello sul lato sinistro ci sono, invece, la micro HDMI (per la quale non sono in dotazione né l’adattatore, né il cavo, dal prezzo indicativo di una decina di euro), la mini presa di rete (l’adattatore è in dotazione) e un’altra USB. Per fortuna la dotazione wireless è completa: oltre a Wi-Fi b/g/n, infatti, è presente all’appello anche il Bluetooth 3.0. Non c’è, tuttavia, il vano per le schede SIM, che con un prodotto di questo tipo avrebbe potuto essere utile.

Altra caratteristica ripresa dal MacBook Air, e non proprio apprezzabile, è l’inaccessibilità di tutti i componenti interni, compresa la batteria ai polimeri di litio. Non potrete comprare una seconda batteria di scorta e usarla per raddoppiare l’autonomia, o fare aggiornamenti di alcun tipo a meno di non smontare tutta la base. Ad ogni modo é presente la funzione Battery Life Extender (attivabile o disattivabile) che carica la batteria fino all’80% che resta quindi collegato ma non in carica per ridurre i processo di invecchiamento della stessa.

Schermo

Il Serie 9 ha in dotazione un pannello LCD da 13,3 pollici che visualizza la risoluzione nativa di 1.366 x 768 punti, con aspect ratio di 16:9. Il trattamento del display è lucido. La qualità del pannello è eccellente, come conferma il grafico dell’analisi statica dello schermo: il display del Serie 9 è addirittura superiore ai requisiti dello standard sRGB in diversi punti. Il risultato, a occhio nudo, è un prodotto di alta qualità che offre un’ottima resa cromatica e che riproduce contenuti video e immagini senza sbavature, con colori saturi e ben contrastati, sopra alla media della categoria.


L’angolo di visualizzazione è ampio e consente anche a due spettatori di fruire dei contenuti senza problemi. Rispetto ad altri prodotti, tuttavia, l’angolo di apertura del coperchio è limitato (circa 130 gradi), quindi risulterà più difficoltoso trovare la giusta angolazione in spazi angusti, come per esempio sul tavolino dell’aereo.

Autonomia e temperatura

Il Serie 9 ha in dotazione una batteria ai polimeri di litio. Questo componente è il 24% più sottile di una batteria standard agli ioni di litio della stessa capacità e assicura un’autonomia effettiva di 6,5 ore. Inoltre, l’alta qualità del materiale costruttivo ha consentito al produttore di fornire una garanzia di 3 anni, con mille cicli di carica e scarica, contro i 6 o 12 mesi che si garantiscono di solito per le batterie al litio.

Il sistema di areazione prevede solo due piccolissime griglie di ventilazione sul fondo della base: se durante l’uso si lasciano libere, tenendo il portatile appoggiato a un piano solido, si produce un leggero calore sulla parte sinistra della tastiera, che non è in alcun modo fastidioso.

Il processore Ultra Low Voltage a basso consumo, preinstallato nel Serie 9 come unica opzione disponibile, è un prodotto dual-core che funziona alla frequenza di 1,4 GHz e ha a supporto 3 MB di cache L3 ha un TDP di 18 watt, contro i 35 watt dei processori Sandy Bridge a pieno voltaggio, quindi garantisce una produzione inferiore di calore, tale da consentire il buon funzionamento senza sistema di dissipazione attiva.

Conclusioni

Il Samsung Serie 9 è un notebook ultrasottile bello da vedere, con un design particolare che lo mette subito in risalto alla prima occhiata. I materiali di eccellente qualità e la progettazione attenta si fanno pagare salati: il posizionamento di prezzo è in linea con quello del MacBook Air di Apple al quale il prodotto è liberamente ispirato, e a cui si contrappone come concorrente eletto.

Apple, tuttavia, con il MacBook Air di seconda generazione ha eliminato alcuni difetti di gioventù, come gli sportelli dei connettori “nascosti” sotto alla base. Chi sceglierà questo prodotto dovrà scendere a compromessi per avere la portatilità estrema, anche a patto di accedere in modo decisamente scomodo alle periferiche esterne.

Il Serie 9 ripaga tuttavia con prestazioni di buon livello per la categoria, un’autonomia superiore alla media, anche se non da record, oltre che con un abbinamento di tastiera e touchpad di una comodità eccellente.


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