La prossima settimana Cupertino presenterà la sua offerta di cloud computing. I primi rumors? Rivoluzione per iTunes: tutte le proprie canzoni accessibili da qualsiasi computer e/o un rinnovamento di MobileMe



Occhi puntati sulla WorldWide Developers Conference, o WWDC, che vedrà il via il 6 giugno e, come al solito, è visto come il principale evento dedicato agli sviluppatori per i dispositivi Apple. E, dato che Jobs non vuole farci mancare nulla, anche l’occasione per fare nuovi annunci, specialmente in salsa software. Tanta la carne al fuoco che allieterà i cinque giorni della kermesse tecnologica. La portate principali sono l’ottava versione del sistema operativo Mac OS X, il cui nome continua la tradizione felina: Lion; e poi ecco spuntare iOS 5 (un preludio al prossimo iPhone) e, soprattutto, iCloud.

Diciamo soprattutto perché, se i primi due, in fondo, sono delle edizioni riviste e aggiornate, qui si parla di una tecnologia nuova e, di fatto, l’esordio in grande stile di Apple nel mondo del cloud computing, la possibilità – grazie a Internet – di avere a disposizione software (e hardware) da remoto (che non risiedono quindi sul proprio computer), considerata la tendenza di tutto il mercato da qui ai prossimi anni. Anche perché MobileMe – il sistema di Apple che consente di sincronizzare computer, iPad e iPhone attraverso Internet – non si può definire certo un grande stile. Come al solito, mentre per gli annunci ufficiali si dovrà aspettare il 6 giugno, proliferano i gossip sui servizi offerti da iCloud. Si parla, per esempio, di un bel restyling proprio per MobileMe, che sarà supportato anche dai nuovi sistemi operativi, Lion e iOS 5; e anche di un digital locker. Un termine che indica un servizio musicale basato sulla tecnologia cloud, sulla falsariga di quello recentemente presentato da Amazon.

A parziale conferma di questa teoria, le negoziazioni che Apple sta intrattenendo con alcune delle principali case discografiche del mondo, notizia riportata qualche giorno fa dal Wall Street Journal. Si parla di Sony, Warner, EMI e Vivendi. Insomma, iCloud potrebbe essere un iTunes disponibile direttamente dal Web, un servizio dove acquistare e conservare la propria libreria musicale, per poi accedervi via Internet.

In attesa di conferme, Apple ha solleticato il palato dei suoi fan con il lancio immediato delle app della serie iWork, anche su iPhone e iPod Touch. Certo, usare i vari Pages, Numbers e Keynote sui dispositivi iOS piùà piccoli non è certo come farlo su iPad, ma nelle situazioni d’emergenza si rivelano degli strumenti preziosi. Diciamo preziosi anche per via del costo, di 7,99 € per ciascuna app. E adesso non resta che tenere ben diritte le antenne e proiettarsi diritti al Moscone Center di San Francisco!

 

di Riccardo Meggiato via | WIRED


Per ulteriori novità rimani sintonizzato su Facebook, Twitter o Google+:

    
loading…