Acquista on-line un biglietto Ryanair Parigi-Roma e, arrivata al check-in dell’aeroporto Beauvais, l’hostess la guarda e sentenzia: “Se vuole tornare a casa, deve pagare un sovrapprezzo“. La ragione? La figura non proprio filiforme della viaggiatrice: 120kg. “Non e’ stata fatta pesare per carita’ di Dio“, spiega l’avvocato, Cesare Galloni, “ma si figuri l’imbarazzo: era una giornata di forte traffico e c’e’ stato anche un momento di ilarita’ generale“. E’ accaduto a Rita Calzona il 20 settembre, di rientro da una settimana nella capitale francese; e adesso la signora promette battaglia: si e’ gia’ rivolta ad uno studio legale e i suoi avvocati, oltre a Galloni e Anna Orecchioni, esigono la restituzione del costo del biglietto e il risarcimento del danno all’immagine.



Se mi sono imbarazzata? Mi sono soprattutto arrabbiata e risentita: ho sempre viaggiato molto e non mi era mai accaduto. E’ anche vero che, negli anni, qualche chilo in piu’ l’ho preso, ma non e’ bello sentirsi dire una cosa del genere davanti a tutti. Se e’ una regola della compagnia, per carita’, ma e’ giusto che i viaggiatori siano informati nelle norme contrattuali. Gia’ adesso in Usa la compagnia fa pagare un doppio biglietto a chi e’ in sovrappeso, ma non mi era mai capitato di sentire una cosa del genere in Europa“.

Una volta in volo, la signora ha viaggiato completamente isolata: e’ stata fatta sedere accanto a un sedile vuoto (in effetti ne aveva diritto, visto che aveva speso altri 150 euro, l’equivalente quasi di un secondo biglietto); e, per uno sventurato caso, anche il terzo sedile accanto a lei era vuoto. Sulla restituzione del denaro, Galloni non ha dubbi: “A livello giuridico, non ci saranno problemi: quando si acquista un biglietto on-line si ha diritto a viaggiare alle condizioni per le quali si e’ pagato. La sovrattassa sul peso non e’ indicata da nessuna parte nelle condizioni generali del contratto: Se si tratta di una nuova poltica gestionale della compagnia (ma non mi risulta che nessuna compagnia in Europa la applichi), dovrebbero pubblicizzarla o quanto meno scriverlo nelle condizioni generali di contratto. E poi vogliamo anche il risarcimento dei danni morali…”.

|Via

Se questo articolo ti é stato utile, premi il pulsante mi piace della nostra pagina Facebook, grazie!


Se questo post ti è stato utile, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici su Facebook o Twitter. Inoltre non dimenticarti di votarlo con il bottone +1 di Google che trovi qui sotto, Grazie!



Per ulteriori novità rimani sintonizzato su Facebook, Twitter o Google+:

    
loading…