All’età di 83 anni ci ha lasciato Peter Falk, per tutti il Tenente Colombo dell’omonima e famosa serie televisiva; da tempo soffriva di una grave forma di Alzheimer.



Il sopra citato ruolo televisivo, fortemente caratterizzato sia esteriormente, aspetto vissuto, il vestire trasandato, il sempre presente impermeabile più che stazzonato, sia dal punto di vista caratteriale, con il suo fare vagamente distratto e sopra le righe, che gli ha valso l’attribuzione di quattro Emmy e un Golden Globe, non deve comunque far dimenticare le sue ottime, per quanto non propriamente numerose, interpretazioni cinematografiche, ricordando al riguardo le due nomination all’Oscar come attore non protagonista per Sindacato assassini, B.Balaban, ’60 e Angeli con la pistola, Frank Capra, ’61. E’ stato infatti un attore abbastanza duttile, capace di cambiare facilmente registro, dal comico (Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo ’63, S. Kramer; La grande corsa,’65, Blake Edwards) al grottesco (Il balcone, ’63, J. Strick), passando per il drammatico (La scuola dell’odio, ‘62, H. Cornfield), anche perché il suo modo di recitare, apparentemente neutro, spesso sottotono, quasi avulso dal contesto, gli permetteva di esprimere al meglio determinate sfumature e qualche velatura d’amarezza, senza forzature o ostentazioni recitative: basta ricordare la naturalezza, i toni delicati e poetici, con cui si è calato nel ruolo di un ex angelo nel Cielo sopra Berlino, ’87, Wim Wenders, con il quale lavorerà nuovamente in Così lontano così vicino!, nel ’93.

Altri sarebbero poi i titoli meritevoli di essere ricordati (per esempio Mariti, ’70, e Una moglie, ’74, di John Cassavetes), ma inutile nascondere che per tutti noi, come detto ad inizio articolo, sarà sempre il tenente Colombo, sigaro puzzolente in bocca, l’immancabile taccuino, la scoppiettante Peugeot 403 cabriolet che ha conosciuto tempi migliori, il basset hound “cane”, visto che il tenente e la moglie non gli hanno mai dato un nome, le sue furbe amnesie momentanee, così risolutive per incastrare il colpevole, rendendoci complici partecipi di un giallo dal particolare svolgimento: il divertimento non sta nello scovare l’assassino, partecipando con il detective alla sua scoperta, di lui sappiamo già tutto, come e perché ha ucciso, ma nel vedere se e in che modo un tipo come Colombo potrà mai risolvere il caso; Falk è riuscito a farci appassionare a questo meccanismo per anni, non stancandoci mai, anzi continuando spesso a stupirci, veramente un grande attore, la cui forza, forse, consisteva nel non considerarsi tale.


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