Ricordate le latterie di una volta, quelle botteghe dove comprare latte   fresco, uova di giornata e formaggi di qualità? Alcune sono rimaste   identiche a com’erano 30 anni fa, altre si sono rinnovate in veri e   propri templi del gusto e della genuinità. Arredi accoglienti e  prodotti  genuini le rendono il posto giusto per una pausa diversa dal  solito…



A Firenze il breakfast più gustoso è quello di Caffellatte (Via degli Alfani 39/r, tel. 055/2478878), una “mescita di latte e caffè” degli anni Venti che serve colazioni imperiali con caffellatte accompagnato da pane, burro e marmellata. Da provare la specialità della casa, la “crema vera”, che la titolare, Vanna Casati, mette anche nel caffè, e che prepara nel retrobottega di questo locale storico seguendo rigorosamente la ricetta di famiglia. Nella capitale, invece, per vivere tutta l’atmosfera romantica della vecchia Roma si va al Bar latteria (tel. 06/6865091, Vicolo del Gallo 4), un localino amato dagli stranieri perché si può fare colazione con calma, bevendo mega cappuccino servito in ciotoloni di ceramica bianca davvero old style.

Anche a Torino sembra di fare un viaggio indietro nel tempo quando si entra nella Latteria di Via San Tommaso 13 (tel.011/547653): dall’insegna fuori pare una semplice latteria, in realtà è il paradiso di formaggi e latticini dove è difficile scegliere ed è facile perdere la testa. Un altro indirizzo prezioso per chi ama i formaggi è a Cremona: da Biancopalato (Via San Tomaso 3, tel. 0372/803712), si possono comperare mozzarelle di bufala campana, burrate e stracciatelle pugliesi tutte lavorate a mano e fresche di giornata. Mentre a Padova c’è un vero e proprio “bar à fromage”: Antonio Ferrari – Storie di vino e di cibo (Via Umberto I 15, tel. 049/666375) propone un viaggio sensoriale alla scoperta dei giusti abbinamenti con vino e marmellate. Una volta lì, erborinati, caprini o stagionati non avranno più segreti.

Vi consiglio vivamente di visitare un’antica Latteria…assaporerete un ritorno al passato davvero unico!

(Contributo di Manuela Soressi su www.donnamoderna.com)

 


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