La ricerca del lavoro è un impegno duro e a volte molto sgradevole. Coloro che sono stati costretti a farlo più volte nel corso della loro carriera sanno quale sia lo sforzo e la sensazione di sfiducia e di frustrazione nell’essere costretti a riassumere in due pagine tutto il loro cammino personale, nella speranza che le proprie richieste finiscano nelle mani di un manager che crede nelle nostre capacità. Ottenere un colloquio di lavoro è difficile e tutti sanno quanti curriculum finiscano nel cestino. Cerchiamo dunque di dare alcuni consigli per scrivere un curriculum vitae al meglio possibile.



Un curriculum non è altro che uno strumento pubblicitario che mira a ottenere un lavoro. Si rivolge ad un pubblico vasto ed il suo scopo è quello di ottere un colloquio personale con l’azienda che ricerca personale.

Non è facile preparare un buon curriculum ma in ogni caso questo deve rispondere a tre domande: chi è il candidato, che tipo di lavoro si cerca e infine quali sono i nostri punti di forza.

Un buon curriculum è una pubblicità su noi stessi e deve essere facilmente letto con un colpo d’occhio perché i datori di lavoro non hanno mai molto tempo da dedicargli.

Quindi bisogna fare in modo che colpisca immediatamente l’attenzione. E’ necessario dunque eliminare tutte quelle informazioni che non sono legate, in alcun modo, alle nostre qualifiche lavorative.

E’ chiaro che il curriculum debba essere completamente orientato alla posizione lavorativa ricercata. Il problema sorge quando siamo interessati a diversi tipi di lavoro, che a volte non hanno nulla in comune.

Purtroppo non esiste una soluzione unica ed in queste situazioni è necessario scrivere un curriculum per ogni lavoro.

In giro circolano una serie di equivoci attorno al modo di scrivere il curriculum. Vale però la regola citata in precedenza che deve essere progettato in modo da essere letto con un rapido sguardo. Ciò significa che le informazioni che contiene devono essere facilmente accessibili e ben strutturate.

Alcuni sostengono che il curriculum debba rispondere a tutte le eventuali domande poste dal datore di lavoro. Questo è un grave errore, bisogna presentare infatti le proprie competenze lavorative in modo convincente per incuriosire il datore di lavoro che ci fissi un colloquio al fine, non solo di verificare le informazioni ma anche con l’intenzione di conoscerci meglio.

E’ anche molto importante definire con chiarezza ed esporre quali siano stati i nostri ruoli, fino a quel momento, in altre società in modo da comunicare che cosa si è in grado di fare per la loro azienda.

LE FASI DELLO SVILUPPO DEL CURRICULUM
Prima di iniziare a scrivere il curriculum dobbiamo tener presente che lo sviluppo prevede tre fasi: la prima è la raccolta dei dati, la seconda la selezione delle informazioni e la terza la composizione vera e propria.

Per iniziare è bene raccogliere tutti i dati che possono essere utili a chi legge. Non provare a mentire o imbrogliare su ciò che non si è mai fatto, perchè non è utile ed in fase di colloquio è facile capirlo.

Nella seconda fase selezionare tutto ciò che può essere di interesse e scartare i dati che possono rappresentare aspetti negativi. Se riusciremo ad ottenere un colloquio ci sarà tempo per mostrare le nostre debolezze ed i nostri punti di forza.

Infine nella fase di scrittura, bisogna considerare che un buon layout è essenziale.
Se fino ad ora abbiamo parlato dei problemi relativi al contenuto del curriculum in questa fase ci si concentra sull’ASPETTO FORMALE.

– Un buon testo, che colpisce di più, si ottiene quando è circondato da spazi aperti. Questo significa che si deve lasciare un buon margine nella pagina e separare i vari elementi del curriculum in modo da ottenere un senso di equilibrio.
– Concentrarsi su ciò che è importante. Il curriculum non deve superare le due pagine.
– Utilizzare voci e sottovoci per rendere il testo chiaro e facile da seguire.
– Non scrivere lunghi paragrafi, massimo quattro o cinque righe.
– Adottare un stile telegrafico senza perdersi in discussioni “filosofiche”.
– Utilizzare un linguaggio semplice ma preciso.
– Non inserire considerazioni personali, ne vantarsi di ciò che si è fatto. Basta fornire i dati.
– Rileggere il testo varie volte e assicurarsi che non ci siano errori di ortografia.

Ed infine un ultimo consiglio. Il curriculum è il nostro specchio ed il mezzo attraverso il quale chi legge avrà un impressione di noi positiva o negativa.

Tenete quindi sempre presente l’aforisma che recita “E’ difficile avere una seconda possibilità per fare una buona impressione, ciò che conta è la prima“.

via | bloggeria


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