Le foto sono il modo più bello per ricordarsi di un viaggio fatto, ecco tutti i segreti per non restare delusi.
La voglia di fotografia in Italia cresce sempre di più. Non solo perché il digitale ha abbattuto i costi di sviluppo e stampa, ma anche perché fotografare è diventato facilissimo e controllare subito il risultato di ciò che si è fatto da un enorme vantaggio. Un tempo imperava il detto “tre su trentasei”, di solito, su un rullino da 36 pose se ne salvavano solo tre.



Usare una digitale però non deve indurci a scattare compulsivamente, l’ideale è comunque porsi un limite, bisognerebbe fissare una soglia massima di scatti e magari fermarsi, dare uno sguardo alle preview ed eliminare le foto poco significative per il racconto che state facendo.

CHECK IN, CHECK UP

Arrivati a destinazione si vorrebbe fotografare tutto, tiriamo fuori immediatamente la nostra macchina fotografica ci precipitiamo in strada e….niente! Non funziona. Le batterie sono scariche, gli obiettivi sono sporchi, la memory card è piena. Per evitare questi inconvenienti è consigliabile controllare la propria attrezzatura con qualche giorno di anticipo: verificate che tutto funzioni e controllate se c’è bisogno di adattatori da viaggio o di protezioni se, ad esempio, avete in programma di visitare un deserto o un paese sotto l’influsso dei monsoni.

COSì VICINI, COSì LONTANI

Quando si viaggia l’ottica più usata è sicuramente il teleobiettivo, fondamentale per scattare da lontano senza essere visti. Anche la vostra capacità di scegliere la giusta posizione diventa importante perché le dimensioni di un teleobiettivo da 200-300mm attirano di solito molta attenzione. Ci vuole grande pazienza nel saper cogliere l’attimo giusto, magari è meglio provare più punti di vista.

Lo scopo è quello di catturare espressioni e comportamenti spontanei. Mercati, fiere, spettacoli di strada, sono un tesoro di stimoli per chi fotografa ed essere troppo vicini modificherebbe la naturalezza della scena ripresa. Se avete delle digitali compatte invece è più probabile che dobbiate avvicinarvi ai soggetti che volete riprendere, in questo caso è sempre meglio chiedere il permesso, l’educazione e un sorriso dovrebbero essere sufficienti per evitare problemi in qualsiasi parte del globo.

IN STRADA

Se in Europa e in occidente è normalissimo fotografare strade e piazze affollate, in molte zone ancora non lo è. Religione, cultura, abitudini, tradizioni, possono essere delle barriere insormontabili per chi fotografa ed è per questo motivo che diventa opportuno utilizzare alcuni accorgimenti. Macchine sempre pronte all’uso, ma mai ostentate: è un’arte difficile ma con un po’ di esercizio imparerete a far finta di riprendere un paesaggio per poi modificare l’inquadratura al momento dello scatto.

Oppure ancora meglio imparare a scattare foto senza guardare in macchina, magari tenendola appesa al collo. In questo caso sarà necessario un obiettivo di corta focale per avere un angolo di ripresa sufficientemente ampio.

IL DIARIO

Ogni sera, dopo la vostra intensa giornata “fotografica” cercate di prendervi un po’ di tempo da dedicare a voi stessi. Una classica moleskine è l’ideale per fissare le vostre impressioni su quello che avete visto e vi sarà di grande aiuto quando dovrete selezionare le immagini; non tutte potranno essere stampate o messe in un album e il vostro diario sarà un prezioso aiuto per scegliere quelle giuste.

 

via | pianetadonna


Per ulteriori novità rimani sintonizzato su Facebook, Twitter o Google+:

    
loading…