Chi l’ha detto che le auto devono essere a tinta unita? Per chi non vuole limitarsi a linee e decorazioni sobrie nel mondo dei motori, va in scena proprio in questi giorni a Londra la BMW Art Collection, forse il più unico e duraturo connubio tra mondo delle quattro ruote e creatività. 



Con delle origini risalenti al 1975, questa nacque come un’iniziativa franco-americana tra il pilota di oltralpe Hervé Poulain e lo scultore Alexander Calder: in occasione della 24 ore di Le Mans 1975 Poulain chiese a Calder di disegnare la propria BMW 3.0 CSL. E da allora la tradizione venne continuata negli anni, con le auto bavaresi scelte dai più grandi artisti contemporanei come vetrina per il loro stile: tra i nomi ci sono Andy Warhol, che lasciò il segno su una BMW M1, o Roy Lichtenstein, che reinterpretò una BMW 320.

E vi fu anche chi, come Robert Rauschenberg, azzardò nel 1986 l’unione di fotografia e immagini su una delle più famose auto usate all’interno di questo progetto, una BMW 635 CSI.

Auto usate come simbolo di stile, dunque, bolidi di un tempo che restano immortali nel corso degli anni ed acquistano nuove connotaziopni. La mostra, ‘Art Drive! The BMW Art Car Collection’ ha già fatto parlare molto di se dopo l’inaugurazione del 21 luglio, facendosi largo in una Londra in fermento per le olimpiadi e che sembra sempre donare spazio ad esposizioni artistiche uniche nel loro genere.

Ad accesso gratuito, questa esposizione delle BMW ridecorate dai più grandi dell’arte contemporanea durerà fino al 9 settembre al parcheggio NCP di Shoreditch.


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