Si tratta di un antico vitigno autoctono a bacca bianca del Piemonte, chiamato anche Anascetta o Nas-cetta (curiosamente pronunciata staccando la “s” dalla “c” e con “e” muta) che è sicuramente diversa dal vitigno sardo Nasco. Grazie agli studi condotti dal Centro Miglioramento Genetico della Vite in collaborazione con altre istituzioni di ricerca piemontesi, la Nascetta è stata recentemente iscritta nei cataloghi nazionali delle Varietà di Vite, soprattutto per la coltivazione nella provincia di Cuneo.

Un tempo diffusa in tutto l’Albese, oggi è presente in una zona molto più limitata, praticamente presso il solo comune di Novello e nelle zone immediatamente circostanti, in provincia di Cuneo.



Nella sua maturità, il Grappolo è di dimensione medio-grande, cilindrico con una o raramente due ali, compatto, mentre la maturazione dell’uva avviene normalmente nella seconda decade di settembre, all’incirca in contemporanea a quella del rosso Dolcetto.

La Nascetta era conosciuta in passato come uva di buon sapore e di ottime potenzialità enologiche e anche nelle nuove produzioni (degli due-tre anni) ha confermato le buone caratteristiche, soprattutto quando vinificata in purezza. Il vino che ne deriva è strutturato e di buona freschezza; al naso è intenso con piacevoli note floreali e fruttate di mela, agrumi e frutti tropicali, con sentori di miele. Inoltre si presta bene all’invecchiamento nel legno, soprattutto nella botte piccola che esalta le doti di armonia e struttura del vino, donando al bouquet profumi di frutta matura e vaniglia.

Questo vino, dopo tanti rossi famosi, sta diventando velocemente la proposta nuova di vino bianco dal Piemonte: peccato per la limitatezza della produzione…


Per ulteriori novità rimani sintonizzato su Facebook, Twitter o Google+:

    
loading…