Si sa, la voce relativa all’export per quanto riguarda i vini italiani è da molto tempo in attivo. Anzi, ormai è decisamente la percentuale del fatturato più importante per la maggioranza dei produttori italiani, una vera e propria colonna portante. Ovviamente con delle differenze tra regioni e prodotti differenti.

Se tutto il vino ‘Made in Italy’ è in crescita nel mondo, la Toscana, il Piemonte, il Veneto, la Sicilia e ora anche la Puglia sono le regioni che ‘tirano’ maggiormente all’estero. Tra i vini venduti nella bottiglia tradizionale da 0,75 litri più esportati, di conseguenza, troviamo: il Chianti, il Barolo, il Moscato d’Asti e l’Asti (l’uno frizzante, l’altro spumante), il Prosecco, l’Amarone, il Nero d’Avola, il Primitivo di Manduria e il Negramaro.

Ma dove finiscono le preziose bottiglie? I mercati tradizionalmente più importanti sono la Germania, gli Stati Uniti, il Canada, l’Inghilterra, la Danimarca e la penisola Scandinava. Ma da qualche tempo a questa parte crescono (seppur con alti e bassi) le richieste di vini italiani da Cina, Russia e Brasile. Più difficile entrare in India, dove lo stato ha istituito una legislazione che protegge la produzione interna nascente. Questa la fotografia ad oggi, ma siamo sicuri che tra poco tempo aggiorneremo la classifica con altri prodotti e paesi!


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