Bere vino buono è un piacere per tutti gli appassionati. Lo strumento con cui lo degustiamo è fondamentale. Stiamo parlando del bicchiere in cui ci viene servito il prezioso nettare. O meglio, del calice. E sì, è una prima differenza fondamentale: il bicchiere da acqua (quello normalmente utilizzato sulle tavole delle famiglie italiane) non è assolutamente il contenitore corretto.



Il motivo, semplicemente, è legato al fatto che la degustazione del vino (e quindi il piacere che ne deriva) è legato a tre differenti esami che vanno eseguiti sul nostro prodotto: quello visivo, quello olfattivo e solo ultimo, quello gustativo.

Di calici per vino ne esistono decine, forse centinaia di tipologie diverse, come è giusto che sia considerando gli innumerevoli tipi di vino del mondo; ciascuno con le proprie caratteristiche. Fondamentalmente, però, tutti devono essere trasparenti (in vetro o in cristallo), avere una larga base d’appoggio, uno stelo sottile dove posizionare la mano in presa e una sezione contenitiva allargata alla base per far aerare il vino, più stretta alla sommità per convogliare i profumi al naso.

Purtroppo, per il momento, non in tutte le case esiste un set di calici pronti all’uso: questa è una delle tante sfide che attende il movimento della cultura enologica!


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