Il consumo di vino pro capite in Italia è tra i più elevati al mondo: la lunga tradizione di produzione italiana  contraddistingue la vita degli italiani da molti anni.



Ma se in passato il consumo di ogni persona era in media molto elevato (circa 1,5 litri al giorno!), oggi è molto diminuito a causa della progressione della cultura enologica, delle produzioni più mirate e di qualità e – ultimamente –  dei controlli del livello di alcol nel sangue ai guidatori sempre più serrati.

Una volta si beveva molto vino perché esso faceva parte dell’alimentazione e fungeva da sostentamento: infatti nel vino sono presenti non solo i citati alcoli, ma anche zuccheri e polialcoli che sono vera e propria energia per l’organismo umano. La maggioranza delle persone inoltre faceva lavori fisici, spesso di gran fatica, quindi il vino rappresentava uno dei ‘carburanti’ migliori per affrontare la giornata. Tutti abbiamo avuto qualche nonno o parente di cui si racconta che facesse colazione all’alba con pane e salame (o con le acciughe preparate con le salse!) bevendo già mezzo pintone di vino…

Oggi, salvo qualche eccezione, il consumo di vino è molto diverso: come detto, la cultura enologica avanza, si beve con moderazione, si scelgono i vini migliori (o più di moda), si tentano degli abbinamenti con il cibo, si provano vini di regioni e a volte di nazioni differenti. Insomma il movimento del vino progredisce.

Tutto ciò non può che essere un bene per i consumatori: consumo maggiormente di qualità non può che significare produzione di maggiore qualità. Un vantaggio per tutti noi.


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