In una circostanza luttuosa una delle cose a cui bisogna pensare, qualora si decida di dare sepoltura al proprio caro (l’alternativa è quella di optare per la cremazione e dispersione o conservazione in casa delle ceneri) è la frase o il pensiero commemorativo da applicare sulla lapide. Quella di esprimere il proprio affetto al caro estinto è una tradizione antichissima, sebbene in passato non si utilizzasse solo la forma scritta. A occuparsi della salma, della sua sepoltura e delle manifestazioni d’affetto, sovente espresse per mezzo di ex voto, erano non solo i parenti, ma tutti gli abitanti del villaggio. Oggi questo onere viene delegato alle agenzie di onoranze funebri, come per esempio le pompe funebri Fiorano, che si occupano di preparare la salma per la cerimonia funebre.

Frau auf Beerdigung mit Sarg



In Italia, in molte città e paesi, si usa anche scrivere un necrologio da pubblicare sul quotidiano locale dove si annuncia la dipartita del proprio caro e si invita alla partecipazione delle esequie. In questa circostanza, solitamente, si riporta una frase commemorativa, la stessa che poi verrà apposta sulla lapide, ma anche diversa, a seconda della volontà dell’estinto o dei suoi parenti. Ma quali frasi sono più adatte per una lapide? Ci sono delle regole da seguire? Regole vere e proprie non ce ne sono, se non quella di valutare bene lo spazio a disposizione. Se si tratta di un loculo invece che di una tomba o cappella, lo spazio utile per applicare le lettere del pensiero non sarà molto, considerando che si dovrà avere dello spazio per scrivere nome e cognome del defunto, data di nascita e di morte.

L’epitaffio veniva scritto fin dal tempo dei romani e dei greci, come ci testimoniano diverse lapidi giunte ai nostri giorni. Oggi però cosa è bene scrivere? In mancanza di indicazioni precise da parte del defunto, la cosa migliore è quella di seguire i propri sentimenti creando una frase originale, meglio breve, o un piccolo pensiero che si può estrapolare dalle scritture sacre o da dove più si desideri. Il pensiero e la frase dovrebbero ricordare il defunto ed esprimere al contempo il sentimento che lo legava ai suoi cari. Un esempio pratico può essere “La morte non è la fine, la morte è un nuovo inizio” oppure per chi è credente “Confortati da Dio, la tua non sarà un’assenza, ma una presenza costante”.


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